La tradizione orale del Mahabharata:

a cura del Maestro Narayan Chandra Adhikary BAUL

“Quest’opera dischiude gli occhi del mondo, accecati dall’ignoranza. Al pari del sole, il Bharata disperde le tenebre con la sua esposizione della religione, dei doveri, delle azioni, della contemplazione, e così via. Come il plenilunio, diffondendo la sua luce smorzata, favorisce lo sboccio dei fiori di loto, così questo purana in virtù del suo esposto allarga l’intelletto umano. La lampada della storia illumina “tutta la dimora del grembo della natura”.

Vyasa
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La stesura originale del Mahabharata si compone di centomila strofe, che ne fanno la più vasta composizione poetica del mondo. La tensione fra due rami di una famiglia dominante che apparteneva a una casta di guerrieri, gli alti e i bassi delle loro fortune, la poderosa battaglia per la supremazia definitiva di uno dei gruppi compongono l’epopea di questo immenso poema composto da Vyasa.
Il Maestro Narayan Chandra Adhikary, oltre ad essere un musicista e cantore Baul, detiene la conoscenza orale di testi sacri quali il Mahabharata e il Ramayana. In India questi testi venivano recitati e cantati, in modo da renderli fruibili anche alle popolazioni più umili dei villaggi più remoti, dove non esisteva alfabetizzazione.
Ancora oggi, in molti villaggi del Bengala, questa tradizione si rinnova, soprattutto il ricorrenze speciali e religiose, e, questi cantori proferiscono gli antichi testi sacri secondo una ritualità che è rimasta intatta da millenni.
Nella sua dimostrazione il Maestro Narayan Chandra Adhikary canterà del tredicesimo giorno di guerra, dalla tragica morte di Abhimanyu, figlio del prode Arjuna, fino all’uccisione da parte di quest’ultimo del grande guerriero figlio del Sole, Karna.

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