I Baul del Bengala

I Baul sono dei cantori e musicisti mistici vaganti provenienti dalla regione del West Bengala, India. Probabilmente la parola Baul proviene dal sanscrito "vayu" che significa vento, e, come il vento si muove sulla terra senza mai fermarsi, così i Baul vagano di villaggio in villaggio come dei folli, "batul", danzando in estasi e cantando la gioia e l'amore che proviene dall'unione mistica col Divino. La loro filosofia, maturata dall'unione tra diversi insegnamenti religiosi quali il Tantrismo, il Buddhismo, il Sufismo e il Vaishnavismo, pone l'uomo al centro dell'universo. L'uomo è la sacra dimora dell'Assoluto che può essere raggiunto solo attraverso una continua ricerca interiore che porta alla scoperta dell'Uomo che vive dentro l'uomo, del Divino che si può rintracciare nell'uomo stesso, il "Maner Manush" ossia l'Uomo del cuore. Sacralizzando l'umanità essi professano la fratellanza universale, rifiutano tutte le differenze di razza, di casta, di religione e vivono liberi da ogni attaccamento a ciò che è materiale. La musica dei Baul esprime la gioia interiore, la felicità dell'amore che scaturisce dal proprio essere attraverso antichi gesti e toccanti melodie che suscitano un puro e assoluto incontro di cuori. Questi affascinanti cantori vivono così un'esistenza libera, senza distinzioni e regole, una vita semplice basata solo sulla gioia di cantare e danzare insieme in ogni luogo, una vita che li fa essere per sempre dei folli Baul. Gli strumenti musicali usati per accompagnare i loro canti, sono particolarissimi e vengono costruiti da sè: EKTARA strumento ad una corda; DUGGI piccolo tamburo; DOTARA strumento a quattro corde; KHAMAK strano strumento a corde e percussioni; DUBKI tamburello ad una membrana; SRIKHOL percussione a due membrane; KOROTAL cembali indiani; GUNGUR E NUPPUR cavigliere.
I Baul del Bengal sono composti da:

NARAYAN CHANDRA ADHIKARY: voce, dotara, khamak, nuppur, sarinda
RAMAKRISHNA DAS BAUL: voce, duggi, ektara, harmonium, gungur
PABITRA LOHAR: voce, flauto, korotal
ALOY GHOSAL: tabla

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